COPRIFUOCO E REGIONI A COLORI: ESTATE A OSTACOLI PER IL TURISMO

Il divieto di circolazione notturno sarebbe un grosso intralcio per le vacanze.



Il destino dell'estate è strettamente legato alle restrizioni che saranno in vigore nei prossimi mesi. La misura che resta sotto i riflettori è il divieto di spostamenti notturni, che secondo gli addetti ai lavori potrebbe creare diversi problemi. Senza contare l'elemento psicologico, dal momento che i limiti alla circolazione, sottolineano in diversi, contribuiscono a scoraggiare il turismo in generale. Ma gli occhi sono puntati anche sul green pass, visto anche come una prova generale dei viaggi internazionali.

FRANCESCO ZUCCO

Un grande slalom. Questa è l'immagine che si profila per l'estate turistica, alla luce degli ultimi orientamenti del Governo sulle limitazioni e le regole per gli spostamenti. Una serie di norme che, necessariamente, avranno un effetto sulle prenotazioni e sulle vendite. Bisogna anche sottolineare che l'adozione di determinate restrizioni sembra essere soggetto a revisioni: questo, se da un lato lascia sperare in un allentamento progressivo, dall'altra getta un'ombra di incertezza. Motivo per cui anche le posizioni nel mondo del turismo sono piuttosto sfaccettate. Su un punto, però, il comparto sembra compatto: il coprifuoco inciderà in maniera sensibile sulle vacanze in Italia. E dunque sulle prenotazioni. LE SPERANZE "L'auspicio è quello di poter avere un'estate senza coprifuoco, il che significherebbe avere la curva dei contagi sotto controllo" afferma Adriano Apicella, amministratore delegato Welcome Travel. E se invece la misura dovesse perdurare? In questo caso "sarebbe preferibile un'estensione dell'orario alle 24 per consentire di vivere appieno la destinazione della vacanza". Sulla stessa linea, ma ancora più esplicito, Massimo Broccoli, direttore commerciale Veratour: "Mantenere questa norma, a nostro avviso, potrebbe seriamente a compromettere il flusso delle prenotazioni". Insomma, il coprifuoco per il turismo rischia di diventare un problema quasi insormontabile. Anche perché "è un altro di quei provvedimenti che spengono la voglia di vacanza - sottolinea Marco Peci, direttore commerciale del Quality Group - e complicano la fase di prenotazione e quindi di organizzazione del comparto turistico". Tuttavia, aggiunge il manager del consorzio, "credo che sarà un provvedimento difficilmente sostenibile nei fatti". Bisogna comunque ricordare che l'esecutivo potrebbe rivedere orari e modalità già da giugno. Tuttavia, al momento la misura persiste e potrebbe spingere i turisti (italiani e non) a determinate scelte. "Stare chiusi in albergo dopo le 22, in estate, è veramente triste - taglia corto Tina Giglio, direttrice rete, personale e organizzazione di Robintur Travel Group -. L'auspicio è che questo blocco venga rimosso quanto prima possibile". Anche perché il coprifuoco "indurrà i turisti a scegliere delle soluzioni che consentano maggiore libertà sulle fasce orarie, come i villaggi e le crociere, ovvero soluzioni di 'isolamento ambientale'. Senza contare i problemi che il coprifuoco potrebbe creare non solo per la fruizione della vacanza, ma anche per la partenza. "Ad esempio ci possono essere voli che partono al mattino presto e costringono il turista a partire da casa prima delle 5 - spiega Massimo Caravita, presidente Fiavet Emilia Romagna -. E qui c'è un problema di chiarezza. Gli spostamenti per turismo sono un motivo valido per circolare durante il coprifuoco? Allo stato attuale sembrerebbe di no. Ma non è chiaro". Più attendista Stefano Maria Simei, direttore commerciale e marketing di Th Resorts, che aspetta di vedere "l'applicazione delle norme". E aggiunge: "Bisogna vedere in termini pratici come si tradurrà tutto questo, la fase attuativa delle norme. Certo, tutte le limitazioni alla libera circolazione sono sempre dei freni al business. Ma dobbiamo avere il giusto sangue freddo per attendere norme più certe". Anche perché "al netto delle variabili che non posso controllare, mi immagino una stagione più positiva rispetto al 2020". SPOSTAMENTI VINCOLATI Diversa la questione del 'green pass', ovvero il certificato indispensabile per spostarsi tra regioni di colore diverso. Questo provvedimento non viene ritenuto uno scoglio insormontabile per il turismo. "Non lo vedo come una complicazione - afferma Caravita -: ci sono le assicurazioni, si gestiranno anche le eventuali cancellazioni". Come Simei, anche Marco Peci evidenzia che ogni restrizione agli spostamenti è un problema per il turismo. Ma aggiunge: "Spero almeno che la gestione di questo vincolo nazionale possa essere una prova generale per la macchina statale nel mettere a disposizione dei cittadini in modo efficiente e rapido la documentazione che sarà necessaria anche per i prossimi spostamenti internazionali". Insomma, le difficoltà potrebbero essere drasticamente ridotte con un meccanismo snello per le certificazioni. "Il pass regionale potrebbe certamente essere visto come un ulteriore ostacolo - aggiunge Broccoli - ma probabilmente non sarà determinante per il flusso delle prenotazioni e potrebbe anzi essere interpretata, come una maggiore garanzia alla tutela della salute dei clienti". Anche perché c'è un elemento da non sottovalutare, aggiunge Broccoli: "Riteniamo che la voglia di vacanza da parte dei clienti sia superiore al dovere sottostare a questa procedura". REGOLE SICURE Per Apicella, l'adozione di un pass regionale (che, ricordiamo, rappresenta una 'deroga' alle normali norme per lo spostamento tra regioni di colore diverso, che prevedono solo le motivazioni di salute, lavoro o necessità) potrebbe addirittura semplificare le cose. "L'introduzione di un pass verde anche in Italia per consentire gli spostamenti tra Regioni rosse e arancioni potrebbe incentivare le prenotazioni", ma solo "se verranno accettati per i non vaccinati i test rapidi, possibilmente disponibili in farmacia". Il fulcro, ancora una volta, è comunque sulla chiarezza. Come già affermato da più parti, la situazione peggiore per il turismo è quella dell'incertezza, dal momento che è un settore che più di molti altri vive sulla prospettiva a medio termine e sulla programmazione, sia da parte degli operatori sia da parte dei viaggiatori. E anche il green pass "potrà essere utile - precisa Apicella - solo se le regole per gestire gli spostamenti saranno stabili per tutta la stagione estiva senza cambi repentini". E aggiunge: "L'obiettivo è eliminare l'incertezza che in questo periodo regna sovrana". Controcorrente la voce di Belinda Coccia, direttore commerciale trade di Futura Vacanze: "Stanti le normative vigenti, all'interno delle strutture ricettive sono consentite, sempre nel rispetto delle misure di sicurezza, tutte le attività e i servizi senza limitazione per gli orari della ristorazione e per quelle del coprifuoco. In tal senso, potrebbe essere addirittura un vantaggio per chi va in vacanza e questo potrebbe essere positivo anche ai fini delle vendite".


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Francesco Zucco – TTG ITALIA

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