Italia e Cina insieme per la sicurezza agroalimentare. Più controlli per l'export di olio e agru

I ministri della salute dei rispettivi Paesi si sono trovati a Pechino per siglare due accordi in merito alla tutela dei requisiti fitosanitari per l'esportazione di agrumi e olio italiani sul mercato cinese. Previsti anche corsi di formazione sull'olio per gli ispettori cinesi.



La lotta all'italian sounding in nome del successo sui mercati internazionali dell'autentico made in Italy enogastronomico si sta trasformando in una priorità del governo italiano, in nome di un ritorno di immagine (ed economico) che può far bene all'intero sistema Italia. Certo, il fenomeno è difficile da debellare, i controlli e le certificazioni non bastano mai, la concorrenza spietata, e gli scandali sulla trasparenza alimentare – anche entro i confini nazionali - non contribuiscono alla causa, minando un equilibrio sempre precario. Ma l'impegno si intensifica giorno dopo giorno, privilegiando i rapporti con i mercati più dinamici, come quello cinese. In tal senso, qualche ora fa, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, inviata a Pechino, ha siglato per conto del Mipaaf due accordi con l'Amministrazione Generale per il controllo della qualità, l'ispezione e la quarantena (Aqsiq) della Repubblica Popolare Cinese; provvedimenti importanti che regoleranno l'esportazione di due eccellenze del made in Italy particolarmente apprezzate all'estero (e per questo maggiormente bersagliate dai traffici truffaldini) come l'olio d'oliva e gli agrumi.

Il documento si concentra in modo particolare sui requisiti fitosanitari necessari per garantire l'esportazione di agrumi italiani in Cina, con la ratifica di un protocollo che aprirà un canale privilegiato con il mercato cinese. Nella stessa direzione procede il memorandum d'intesa relativo alla qualità dell'olio d'oliva: perché l'olio italiano destinato all'export sia più tutelato, il Mipaaf e l'Aqsiq si impegnano a cooperare per intensificare i controlli, prevedendo la formazione di tecnici cinesi addetti a garantire la trasparenza. In concreto, gli ispettori cinesi seguiranno corsi a cura del Governo italiano, con visita ai frantoi, lezioni sui controlli di qualità nei territori e attività di lotta alle frodi.

Soddisfazione nelle parole del ministro Martina, che si sofferma sul fondamentale snodo di Expo in qualità di traino economico per le aziende dell'agroalimentare nazionale: “Il sistema di controlli in campo agroalimentare rappresenta una storia di successo per il nostro Paese e gli accordi firmati oggi a Pechino confermano la grande attenzione con cui paesi e mercati strategici come quello cinese guardano al nostro modello. L’esperienza di Expo Milano 2015 ci ha permesso di far conoscere le nostre aziende e rafforzare la partnership con il paese asiatico. Siamo al lavoro per favorire le esportazioni dei prodotti ortofrutticoli italiani eliminando le barriere fitosanitarie”. Si intensifica così una collaborazione bilaterale in favore della sicurezza agroalimentare, come dimostra l'accordo su un piano di azione triennale (2016-2018) per la collaborazione sanitaria, siglato dal ministro Lorenzin e dal ministro della salute cinese Zhi Shuping. Quale sarà il prossimo passo?

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